Questo blog raccoglie i miei articoli pubblicati sul quotidiano nazionale di ispirazione cattolica "Avvenire". Sono articoli in cui mi sforzo di raccontare cosa fanno tanti siciliani che si prodigano per gli altri e testimoniano tra gli uomini l'amore e la presenza di Dio. Questo blog vuole essere un omaggio e un grazie ai numerosi credenti siciliani che ho il piacere di conoscere e che con la loro testimonianza arricchiscono anche la mia vita e mi spronano ad essere migliore. MGL
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lunedì 29 dicembre 2025
Un tesoro medievale a Mineo: il Messale Gallicano di Santa Agrippina
giovedì 25 settembre 2025
Caltagirone, la zona industriale in crisi: il vescovo lancia un appello
Dei provocatori necrologi che annunciano la morte della zona industriale di Caltagirone sono stati affissi dagli imprenditori dell’area per denunciare la crisi del settore. In loro sostegno è intervenuto il vescovo di Caltagirone, mons. Calogero Peri, che ha rivolto un appello alle istituzioni.
L’insediamento delle ditte nelle zone industriali venne incoraggiato oltre 30 anni fa e con fondi pubblici furono costruiti capannoni da concedere in locazione. A Caltagirone proprietario è il consorzio Asi (Area sviluppo industriale) che col tempo è stato inadempiente verso i propri obblighi (fornitura di acqua, energia elettrica, manutenzione). Sono così aumentati gli oneri a carico delle ditte, con la crisi finanziaria del 2009 è aumentata la morosità nel pagamento dei canoni di locazione e nel 2022, con la crisi energetica, le ditte energivore non hanno potuto neanche installare impianti di energia alternativa a causa della riserva di proprietà da parte dell’Asi dei tetti dei capannoni. Dal 2015 le Asi hanno iniziato a tentare di recuperare i canoni di locazione, avviando azioni giudiziarie. L’Asi di Caltagirone ha in atto 15 contenziosi.
La Regione ha legiferato per giungere alla cessione definitiva degli immobili ai privati, con una prelazione in favore delle imprese della zona industriale. Quasi tutte ditte insediate, con contenziosi aperti, hanno chiesto di aderire ma poi non è stata effettuata alcuna valutazione degli immobili.
“La crisi che da anni interessa la zona industriale di Caltagirone – scrive il vescovo Peri - non può più essere ignorata. Capannoni costruiti con fondi pubblici e destinati a ospitare attività produttive sono oggi in stato di abbandono o sottoposti a pesanti contenziosi, spesso in conseguenza di un lungo e articolato percorso normativo e burocratico, non sempre rispettoso della realtà e delle necessità di chi lavora". Monsignor Peri ha fatto appello alle autorità regionali e agli enti competenti “Affinchè si apra un tavolo di confronto che metta al centro il bene comune e che consideri la disponibilità già dimostrata dagli imprenditori a percorrere soluzioni transattive e sostenibili. Non si può più rinviare - aggiunge il presule - un chiarimento definitivo sulla cessione degli immobili, su cui esistono già normative chiare e consolidate. La prudenza amministrativa non può diventare immobilismo e la legalità non può trasformarsi in una trappola burocratica per chi ha investito onestamente nel proprio territorio. La proposta avanzata dagli imprenditori - che prevede la stima concordata degli immobili, l’applicazione della prelazione, la definizione dei contenziosi e l’accesso a strumenti di credito agevolato - appare ragionevole e compatibile con l’interesse pubblico. Va nella direzione di una ricomposizione equilibrata dei conflitti e rappresenta un esempio di dialogo sociale che andrebbe sostenuto e valorizzato”. A seguito dell’intervento del vescovo venerdì è stata fissata una prima convocazione degli imprenditori a Palermo.giovedì 11 settembre 2025
Caltagirone, quattro nuovi diaconi permanenti: l’ordinazione venerdì 12 settembre 2025 nella festa della fondazione della Diocesi
CALTAGIRONE - Doppia festa venerdì 12 nella Diocesi di Caltagirone. In occasione, infatti, dell’anniversario della fondazione della Diocesi, alle ore 19, nella Basilica Cattedrale di San Giuliano, il vescovo Calogero Peri ordinerà 4 nuovi Diaconi permanenti: Giovanni Alberghina, Francesco Lo Faro, Maurizio Pozzo e Maurizio Sgarlata.
Giovanni Alberghina, nato a Caltagirone nel 1961, è stato per oltre 40 anni infermiere professionale. Sposato, padre di 2 figli e nonno, appartiene alla parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli di Caltagirone. Dopo aver conseguito il Master in Coordinamento Infermieristico, ha intrapreso il percorso per il diaconato permanente, vivendo un forte legame con la Parola e il servizio ai fratelli malati.
Francesco Lo Faro, nato a Catania nel 1964, è ingegnere elettrotecnico e docente presso l’IIS "Cucuzza-Euclide" di Caltagirone. Sposato e padre di 4 figli, è membro della parrocchia di S.Anna di Caltagirone. Ha frequentato la Scuola di Teologia di Base della Diocesi e con la moglie Loredana ha maturato un cammino nella pastorale familiare, ottenendo il Diploma regionale e partecipando a tanti percorsi di alta formazione promossi dalla Cei e dall’Università Cattolica. Insieme promuovono iniziative per accompagnare le famiglie nella bellezza del matrimonio.
Maurizio Pozzo, nato a Caltagirone nel 1971, lavora come ausiliare presso il Centro Brain della “Fondazione Don Michele Cannizzo”. Sposato e padre di 3 figlie, appartiene alla comunità parrocchiale di S.Anna di Caltagirone. Ha ricevuto l’accolitato nel 2001 da Mons. Vincenzo Manzella, proseguendo poi la formazione presso l’Istituto Teologico “Innocenzo Marcinò” e consolidando la sua vocazione al servizio, alla liturgia e alla carità.
Maurizio Sgarlata, nato a Caltagirone nel 1961, è impiegato e padre di 3 figli. Legato fin da giovane alla parrocchia Madonna della Via in Caltagirone, è Ministro Straordinario dell’Eucaristia e vicino agli anziani e ai sofferenti. Ammesso tra i candidati al diaconato nel 2018, ha intensificato il proprio impegno nella formazione spirituale, nella carità e nella liturgia.
«Vedere questi quattro uomini giungere alla soglia dell’ordinazione diaconale è per me motivo di commozione profonda e di gratitudine - dichiara don Gioacchino Pusano, delegato del Diaconato permanente della Diocesi. E’ toccante vedere come il diaconato permanente continui a fiorire nella nostra Diocesi: è un segno che lo Spirito Santo non smette di suscitare nuovi slanci di servizio e amore per la Chiesa».
mercoledì 9 aprile 2025
Acireale, il grande archivio diocesano va online
IL PROGETTO DI DIGITALIZZAZIONE CON I FONDI DEL PNRR
MARIA GABRIELLA LEONARDI
Acireale ( Catania)
Digitalizzare l’archivio storico diocesano per accrescerne la fruibilità e tutelare e valorizzare documenti cartacei destinati a deteriorarsi col passare del tempo. È l’obiettivo del progetto in corso da 10 mesi nella diocesi di Acireale, nel catanese, intitolato “Cultura e patrimonio storico protetti dall’innovazione digitale: l’identità culturale si rinnova”. Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea, attraverso il Pnrr (fondi per “transizione digitale organismi culturali e creativi”) e consiste nella digitalizzazione di documenti storici che vanno dal XV al XX secolo, testimonianze di grande valore della storia locale e delle sue trasformazioni sociali ed economiche. Promotrice è la Fondazione Città del Fanciullo Acireale. In particolare, si sta digitalizzando il fondo registri canonici della città di Acireale, cioè tutti i registri dei Sacramenti della Chiesa madre di Acireale e del territorio.
È già online il sito archiviostoricoacireale. it su cui ancora sono in corso i lavori. Navigando è possibile trovare le sezioni dedicate ai registri che attestano la celebrazione dei Battesimi, delle Cresime, dei matrimoni e dei funerali nelle chiese sacramentali di Acireale. Una sezione è dedicata alle “giuliane”, un tipo di proprietà ecclesiastica che era gestita da enti religiosi, in particolare durante il periodo in cui le giuliane erano entità giuridiche associate ai monasteri o alle chiese. Un’ulteriore sezione del sito è, invece, dedicata agli stati di anime, cioè i registri e i documenti che attestano il censimento delle famiglie della città di Acireale in determinati anni. È evidente l’utilità per chi compie ricerche storiche o genealogiche. Monsignor Giovanni Mammino, direttore dell’archivio storico, spiega: « Abbiamo sfruttato l’occasione dei fondi europei: l’archivio storico diocesano è quello più consultato, ad esempio per ricerche genealogiche o per motivi di studio ». Online esistono già delle digitalizzazioni di certificati riguardanti i sacramenti, scansioni eseguite negli scorsi anni in bianco e nero. La digitalizzazione che si sta eseguendo è, invece, a colori e ad alta risoluzione.
In occasione di una prima presentazione al pubblico di questo progetto, a cui è intervenuto anche Luca Milazzo, project manager Morpheos, il vescovo di Acireale e presidente della Conferenza episcopale siciliana, Antonino Raspanti, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa che ha definito un passo fondamentale verso il futuro della conservazione del patrimonio culturale.
« La digitalizzazione – ha detto – non è solo una necessità, ma una missione per trasmettere la nostra memoria storica alle generazioni future».
Sulla stessa linea l’ideatore dell’iniziativa, lo studente Sebastiano Monaco. «Questa piattaforma – ha detto – ci permette di esaminare le nostre radici culturali, le nostre radici sociali per creare un nuovo futuro, partendo dal nostro passato ora più accessibile ». Marta Ferrantelli, coordinatrice di progetto, ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa « per incentivare il valore dell’identità culturale dei territori». Sono stati coinvolti anche gli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore Archimede di Acireale, che hanno contribuito non solo a sviluppare la nuova piattaforma, ma anche a sensibilizzare sull’importanza dei documenti storici. « È grazie al loro entusiasmo dedizione e competenze – ha commentat Mannino – che stiamo tracciando nuove frontiere nella gestione del patrimonio documentale».
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mercoledì 5 febbraio 2025
Raspanti ordina un sacerdote ACIREALE
(M.G.Leo.)
giovedì 26 settembre 2024
Oggi a Randazzo Raspanti ordina un nuovo sacerdote
Oggi alle 18 nella Basilica Santa Maria Assunta di Randazzo, nel Catanese, sarà ordinato sacerdote il diacono Gianluca Franco. Presiederà il rito il vescovo di Acireale Antonino Raspanti. Don Franco è nato a Bronte (Catania) il 20 marzo 1997 ed è originario della chiesa Sacro Cuore di Gesù di Randazzo. Nel 2016 ha conseguito il diploma con indirizzo in Informatica e Telecomunicazioni all’Istituto “Benedetto Radice” di Bronte.
Nel settembre del 2018 è stato accolto nel Seminario Vescovile di Acireale.
Presiederà la sua Prima Messa venerdì 27 settembre nella chiesa Sacro Cuore di Gesù di Randazzo.
Il vescovo Raspanti lo ha nominato vicario parrocchiale delle comunità “Maria Santissima del Carmelo” e “San Giuseppe” di Riposto, sempre nel Catanese. (M.G.Leo)
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mercoledì 11 settembre 2024
Acireale, Raspanti consacra un prete
Oggi alle 18,30 nella chiesa di San Francesco d’Assisi al Carmine di Giarre, in diocesi di Acireale (Catania), si terrà l’ordinazione presbiterale del diacono don Fabiano Orfila per l’imposizione delle mani del vescovo di Acireale Antonino Raspanti. Don Fabiano Orfila è nato a Catania il 20 Gennaio 1995. Nel 2018 ha conseguito il Diploma di 1° livello in Graphic design-Comunicazione d’impresa all’Accademia di Belle Arti di Catania. Nell’ottobre 2017 è entrato nella comunità del Propedeutico e a settembre 2018 è stato accolto nel Seminario vescovile di Acireale. Da ottobre 2018 a giugno 2023 ha studiato presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania. Svolgerà il suo ministero all’Almo Collegio Capranica di Roma per continuare gli studi, iniziati nel settembre del 2023, all’Institutum Utriusque Iuris della Pontifica Università Lateranense. Presiederà la prima celebrazione eucaristica domani nella stessa chiesa San Francesco d’Assisi.
(M.G.Leo.)
giovedì 14 marzo 2024
“...e se fosse amore?” Giovedì i giovani di Acireale lo scopriranno

Si inserisce in un cammino della pastorale che quest’anno sta puntando molto sulla formazione dei responsabili dei gruppi».
Maria Gabriella Leonardi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
mercoledì 31 gennaio 2024
ACIREALE La Veglia dei giovani con il vescovo Raspanti: dagli oratori onesti cittadini e buoni cristiani
In occasione del bicentenario del sogno dei nove anni di Don Giovanni Bosco, il Coordinamento oratori della diocesi di Acireale (Coorda) ha organizzato ieri una veglia dedicata al santo intitolata “Sognatori sulle orme di un sogno” a cui sono stati invitati a partecipare gli oltre 150 “animaeducatori” diocesani, veglia che si è tenuta nella chiesa Santi Apostoli del Comune di Riposto, retta dai padri canossiani. A presiederla è stato il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti. Presente anche fratel Alessandro Carmelo La Rosa, neo professo nell’Ordine dei ministri degli infermi (Camilliani). « L’oratorio – ha detto Raspanti – ha due cammini che si intrecciano, civile ed ecclesiale, per fare dei ragazzi “onesti cittadini e buoni cristiani”. Incarniamo così la Chiesa che esce. Camminiamo sulle orme del patriarca Abramo, accompagnati dai sogni profetici di Don Bosco. Ai nostri giovani, aperti al mondo, consegniamo il presente affinché possano aprirsi al futuro». A guidare il cammino degli oratori acesi in questo momento è il sussidio invernale dedicato al patriarca Abramo, autoprodotto dal Coorda.
(M.G.Leo.)
domenica 21 gennaio 2024
La storia. I cattolici cinesi salvano la casa di padre Allegra (e il Papa li aiuta)
Anche papa Francesco sostiene la ristrutturazione della casa natale del beato Gabriele Allegra, a San Giovanni La Punta, provincia di Catania e diocesi di Acireale, e ha aderito all’iniziativa “Una mattonella per il beato”. Il francescano siciliano è noto per avere tradotto in cinese la Bibbia, pubblicata a Hong Kong nel 1968 e ancora oggi largamente usata. Un testimone da riscoprire oggi, Domenica della Parola di Dio.
Nato nel 1907, Giovanni Stefano Allegra, il suo nome al secolo, primogenito di otto figli, fin dalla più tenera età mostrò un’intelligenza e una memoria non comuni. A 11 anni entrò a far parte dell’Ordine dei frati minori nel convento di San Biagio ad Acireale. Completò i suoi studi a Roma e venne ordinato sacerdote il 20 luglio 1930. Nella Città eterna i colloqui con fra Cipriano Silvestri, ex missionario in Cina e direttore della rivista “Le Missioni Francescane”, insieme alla lettera di Pio XI in occasione del sesto centenario della morte del beato Giovanni da Montecorvino, lo confermano nel suo desiderio di recarsi in Cina come missionario. E gli ispirarono l’idea di tradurre la Bibbia in cinese, avendo saputo che ancora non esisteva una traduzione cattolica integrale di Antico e Nuovo Testamento.
Fra Gabriele partì nel 1931, a 24 anni. Nel Paese di mezzo si dedicò allo studio dell’idioma che apprese con sorprendente velocità il che gli permise di poter iniziare presto il suo apostolato fra la gente. Alla fine del 1932 divenne rettore del Seminario minore di Heng Yang. Nel 1935 iniziò quindi la traduzione della Bibbia, che completò, nella prima stesura, in poco meno di dieci anni. Lavorava nelle ore notturne e nei ritagli di tempo. Lavorò anche sotto i bombardamenti giapponesi nel corso della guerra scoppiata nel luglio del ’37. Nel 1945 fondò a Pechino uno Studio Biblico, con la partecipazione di sacerdoti cinesi chiamati ad aiutarlo a rivedere la traduzione. Nel 1963 creò a Singapore anche uno Studio sociologico. Si consumò nello studio e nell’apostolato. All’estero si diffuse la sua fama di studioso, in Cina la sua fama di santità, manifestata anche nel suo amore per i lebbrosi. Morì a Hong Kong il 26 gennaio 1976. Ed è stato beatificato nel 2012.
Nel 2017 una suora cinese, giunta con altri connazionali cattolici a San Giovanni La Punta, trovò la casa dove il beato Allegra era nato diroccata, con vicine alcune costruzioni abusive. Da tempo, infatti, l’edificio non apparteneva più alla famiglia del francescano. I pellegrini decisero di salvare la casa e organizzarono in Cina una raccolta fondi. La casa fu così acquistata e poi donata ai frati minori di Sicilia.
Il nipote di padre Allegra, Rosario, ha seguito da vicino i lavori di ristrutturazione. Come racconta la nipote di padre Allegra, Chiara, si è pensato in seguito di continuare a raccogliere offerte per la manutenzione dell’abitazione, prendendo a modello la “strada mattonata” da Assisi a Santa Maria degli Angeli. È partita così l’iniziativa di “una mattonella per la casa del beato”, dove chiunque può acquistarne una, su cui viene inciso il suo nome, con un’offerta minima di 50 euro. Finora sono stati così lastricati il vialetto e il cortile e l’intenzione dei promotori dell’iniziativa è di rendere la casa un centro di accoglienza e di spiritualità.
In occasione di un convegno organizzato da una comunità parrocchiale di Roma, è venuto a conoscenza del progetto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che ne ha parlato con il Papa. Francesco ha voluto contribuire con un’offerta per una mattonella e lo stesso ha fatto Parolin. Lo scorso 22 ottobre, Giornata missionaria mondiale, la mattonella con il nome del Pontefice è stata benedetta dal vescovo ausiliare di Hong Kong, Joseph Ha Chi-Shing.
Sono numerosi i pellegrini cinesi che giungono a San Giovanni La Punta. I parenti di padre Allegra si sono recati in passato in Cina, ricevendo un’accoglienza calorosa e sperimentando direttamente come sia vivo il ricordo e la devozione nei confronti del francescano.
La sua casa si trova per la precisione in via soldato Salvatore Torrisi 16 a San Giovanni la Punta. Per visitarla ci si può rivolgere all’associazione “Gabriele fra le genti onlus”.
MGL
mercoledì 17 gennaio 2024
Enna, il progetto della Fondazione Di Vincenzo nel fondo rurale storico degli Sturzo
Un Parco Mediterraneo dell’innovazione tecnologica e dell’ecologia integrale nel fondo rurale storico della famiglia Sturzo per unire diverse culture, tradizioni, religioni in una visione unitaria del futuro. È l’iniziativa profetica presentata a Enna, in occasione del convegno nazionale dal titolo “Memoria grata. Profezia di bene comune. Attualità di un nuovo impegno”, organizzato nel 40° della dipartita di monsignor Francesco Di Vincenzo, tra gli iniziatori del movimento del Rinnovamento nello Spirito in Italia. Per sua volontà testamentaria, la comunità del Rinnovamento nello Spirito “Ancilla Dei” di Enna ha dato vita alla Fondazione “Istituto di promozione umana Monsignor Francesco Di Vincenzo Ente del terzo settore (Ets)”, primo ente ecclesiastico di diritto diocesano del Rinnovamento nello Spirito ed ente morale dello Stato.
Il convegno è stato un ponte tra le iniziative realizzate nel passato dalla Fondazione a favore di persone svantaggiate, in testa detenuti, ex detenuti e immigrati, e i progetti futuri che vedono tra gli attori in campo le Diocesi di Piazza Armerina e Caltagirone, importanti gruppi imprenditoriali internazionali nel campo delle energie rinnovabili e della tecnologia applicata alla salvaguardia del patrimonio ambientale, istituzioni nazionali e regionali e associazioni di volontariato. I rappresentanti di ciascuna di queste istanze hanno preso la parola al convegno: quasi un miracolo vedere esponenti di realtà tra loro in competizione manifestare, invece, comunione ideale e condivisione fattuale, con contributi concreti e sinergici, finalizzati alla realizzazione del Parco del Mediterraneo. Nel concerto, una parte del Fondo Sturzo, già da tempo rifunzionalizzato per fini agricoli, con un prezioso casale che ospitava la famiglia Sturzo nel periodo estivo, nella misura di 20 ettari, sarà dedicata alle installazioni tecnologiche sperimentali e all’impianto di essenze provenienti da tutto il Mediterraneo, per portare avanti un parallelo progetto di integrazione tra popoli e culture. L’ulivo, simbolo della pace, pianta diffusa tra i Paesi del Mediterraneo, sarà protagonista con le sue 700/800 varietà, che saranno tutte raccolte per costituire una grande banca del germoplasma vivente, una sorta di “genoma ulivicolo” a salvaguardia di un bene unico nella storia, per i suoi fini cultuali e culturali, da cui far discendere sviluppo energetico ed economico di territori altamente depressi. Il progetto di Parco Mediterraneo, al fine di facilitare l’integrazione e favorire gli scambi culturali, potrebbe prevedere la realizzazione di piccole strutture ricettive all’interno del Fondo per favorire la residenzialità per brevi periodi di soggetti provenienti dai diversi Paesi mediterranei interessati ad osservare la biodiversità ed avviare utili e necessari processi di integrazione. L’ambiente unico che si verrà a realizzare, da un lato, e la presenza di piccole strutture ricettive, dall’altro, potranno consentire la promozione del Dialogo religioso e culturale promuovendo la comprensione e l’integrazione tra Paesi ancora distanti ma inevitabilmente legati tra loro e reciprocamente condizionati.
Gli ulteriori 20 ettari del fondo Sturzo faranno parte di un più ampio campo agrivoltaico, realizzato insieme ai fondi viciniori, per produrre cereali e leguminose da granella e, in minor parte, piante officinali, con metodi di coltivazione a basso impatto ambientale. In totale, su aree assai estese, per un totale di 2.500 ettari, saranno ben sei i campi agrifotovoltaici che la Fondazione, mediante convenzione, avrà modo di coordinare, con gli standard propri dell’agricoltura sociale, facendo sì che siano coinvolti soggetti svantaggiati in regime di rete d’impresa, ambiti nei quali la Fondazione è stata pioniera sin dall’avvio delle prime attività nel Fondo Sturzo nel 2004. Il presidente della Fondazione, Salvatore Martinez, spiega: 巜È nostro desiderio fare del Parco del Mediterraneo un luogo nel quale “memoria e profezia” si sposino, in un’originale e creativa rappresentazione del Magistero sociale di Papa Francesco. Il contesto paesaggistico ambientale e culturale è unico; l’eredità morale e spirituale di don Sturzo, che insisteva sull’Europa Mediterranea come soluzione alla crisi del Continente, è attualissima: ci sono tutte le prerogative per arrivare al Giubileo del 2025 con un cantiere aperto al riscatto sistemico di tante povertà》.
--domenica 31 dicembre 2023
Il 2 gennaio ad Acireale ordinazione presbiteriale
ACIREALE (CT) Martedì 2 gennaio, alle ore 18, nella Basilica Cattedrale “Maria SS. Annunziata” di Acireale si terrà l'ordinazione presbiteriale del diacono don Mattia Scuto per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione del vescovo mons. Antonino Raspanti. Don Mattia è originario della Parrocchia Basilica Cattedrale. Ha studiato presso lo Studio Teologico “San Paolo” di Catania e da luglio 2023 sta frequentando gli studi nella facoltà di “Filosofia Ecclesiastica” dell’Università di Navarra a Pamplona in Spagna. 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝ì 𝟑 alle 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎 don Mattia presiederà la prima messa in Cattedrale.
mercoledì 22 novembre 2023
Dalla grata alle sbarre, la suora che scrive ai detenuti
“Ho avuto modo di sperimentare come il Signore sostiene e protegge quando si è crocifissi dal senso di colpa, dal dolore o dalle difficoltà della vita. Infatti, se ci affidiamo a Dio senza chiuderci nel nostro dolore, possiamo davvero cambiare il nostro lamento e il nostro pianto in danza”. Queste parole sono state scritte da un ergastolano a una suora di clausura, suor Chiara Cristiana Scandura, che ogni due mesi invia lettere a tutte le carceri italiane.
Le missive sono state raccolte nel libro “Un raggio di sole oltre le grate”, editrice Velar, su richiesta di vari detenuti che così possono più agevolmente leggerle. Come spiega l’autrice, il libro nasce dal desiderio che il Signore mi ha messo in cuore di portare semplicemente un messaggio di amore, di fraterna vicinanza e di tenerezza al cuore di chi si sente solo, di chi nella vita ha sbagliato, come tutti del resto, e fatica a credere di essere comunque figlio amato di Dio, di essere comunque “amabile” . Lettere da chi ha scelto la clausura a chi è stato condannato alla restrizione. Suor Cristiana, classe 1969, nel 1989 è entrata nel monastero delle Clarisse di Biancavilla, alle pendici dell’Etna. La sua missione verso i detenuti è incastonata nella vita claustrale fatta di preghiera, lavoro, fraternità e accoglienza. Grazie alle sue lettere è entrata a contatto con tanti detenuti e detenute. Papa Francesco, 2 anni fa, le ha scritto per ringraziarla per questa sua testimonianza e incoraggiarla a proseguire quest’opera di misericordia. Qualche settimana fa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto a suor Cristiana esprimendole “Un grande apprezzamento per il suo impegno di così grande rilievo umano e sociale”. Il libro è stato tradotto in francese per essere distribuito anche nelle carceri francesi.
Maria Gabriella Leonardi
venerdì 27 ottobre 2023
Acireale, presentato il libro di monsignor Raspanti su Santa Caterina da Genova
“Bruciata dall’amore – La vita e le opere di Santa Caterina da Genova” è il titolo dell’ultimo libro del vescovo di Acireale, nonchè presidente della Conferenza episcopale siciliana, monsignor Antonino Raspanti, autore di oltre 50 pubblicazioni su temi teologici, filosofici e letterari.
≪E’ un testo a cui ho lavorato per qualche anno - spiega il vescovo - . Si tratta di un corpus di scritti su Santa Caterina Fieschi da Genova, una donna vissuta tra il ‘400 e il ‘500 che vive un’esperienza di religiosità di contatto con Cristo stravolgente. Tant’è che in una parte di questo testo, il cosiddetto trattatello sul purgatorio, attraverso quello che vive lei descrive ciò che può vivere un’anima nel purgatorio. Ho preso questo corpo di scritti, in genovese, risalenti attorno al 1525-30 perchè volevo metterlo a disposizione di tutti, di quanti hanno interesse verso una donna mistica, di carità e di spiritualità. L’ho tradotto in italiano corrente; il testo non è semplicissimo, ho cercato di spiegare in termini teologico-filosofici alcune delle sue affermazioni o quello che vive≫.
Secondo l’autore, l’esperienza di vita della santa, la rigida educazione cristiana ricevuta, la perdita del padre, il matrimonio e la conversione che l’ha coinvolta insieme al marito sono un monito valido anche oggi. Santa Caterina insiste nella lotta all’amor proprio per giungere ad amare Dio nella testimonianza quotidiana, in particolare verso i poveri e i malati.
≪Caterina - aggiunge mons. Raspanti - si riallaccia alla tradizione francescana di San Bonaventura e di Jacopone da Todi dandole una forma decisamente innovativa quanto a lessico e unicità d’esperienza. Nella storia della spiritualità occidentale appare come un fiore di rara bellezza il cui profumo, a distanza di oltre cinque secoli, rimane inalterato≫. Curatore della prefazione, don Roberto Tarquini, sacerdote della diocesi di Terni, che ha scritto: ≪La raccolta delle opere di Santa Caterina da Genova, che riproponiamo a quanti tra i lettori contemporanei sono attenti allo studio della spiritualità, costituisce un autentico tesoro letterario e mistico, scandalosamente accantonato da molti studiosi per tanti anni e ora da ricollocare nel vasto panorama agiografico della storia letteraria della religiosità d’Italia≫.
Il testo è stato presentato nel seminario vescovile di Acireale. Moderati dal giornalista Mario Agostino, sono intervenuti mons. Giovanni Mammino, rettore del seminario, don Roberto Tarquini e don Gianpaolo Bonanno, direttore del centro Oasi di Aci Sant’Antonio.
MGL
domenica 8 ottobre 2023
A Grammichele il Terzo cammino di fraternità delle Confraternite di Sicilia
GRAMMICHELE (CATANIA) “La spiritualità popolare come fonte di evangelizzazione nelle Confraternite in vista del Giubileo 2025” è il tema del Terzo cammino di fraternità delle Confraternite di Sicilia, organizzato dalla Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia insieme alla Diocesi di Caltagirone in corso sino a oggi a Grammichele, nel catanese. Oltre un migliaio le confraternite in Sicilia. A Grammichele l’occasione per raccontarsi, confrontarsi, anche attraverso mostre artistiche o di collezioni, come quella di immaginette votive dei Santi Protettori Confraternite di Gianfranco Viola. “Le Confraternite, pur rimanendo ancorate ai valori della pietà popolare, definita da papa Francesco ‘sistema immunitario della Chiesa’ sono chiamate a rinnovarsi accogliendo le nuove sfide del tempo presente”, ha detto in una nota, la dott.ssa Lia Coniglio, vice presidente vicario con delega per il Sud Italia della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia.
Secondo mons. Michele Pennisi, assistente ecclesiastico Confederazione Confraternite, “Le confraternite sono realtà in molti casi antiche. Oggi cercano di rinnovarsi per avere una missione nella società. In un periodo in cui domina l’individualismo il fatto che ci siano persone che si associano, vivono insieme, che organizzano delle processioni ma anche attività caritative è importante perchè si supera l'individualismo della nostra società e si valorizza la pietà popolare”.
Esistono confraternite con giovani, altre formate da anziani, per questo l’auspicio espresso da mons. Pennisi è che i giovani possano sempre più prendere il posto dei loro padri.
“Prima - ha commentato ai media il vescovo di Caltagirone Calogero Peri - erano espressione del tessuto sociale e religioso ampiamente condiviso. Adesso sono testimoni di un passato che dove sono nate non c’è più e hanno una certa difficoltà ad attualizzarsi. Però essendo una forma di relazione, di amicizia e di espressione dell’esperienza di Chiesa penso che potrebbero e dovrebbero avere un ruolo più determinante perchè è la scelta di un percorso religioso da vivere insieme da incarnare”.
Alla due giorni è intervenuto anche Vincenzo Morgante, direttore di Tv 2000, mentre mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo metropolita di Cagliari e segretario generale della Cei ha inviato un video messaggio. “Una nuova stagione delle Confraternite - ha detto - non può che passare attraverso una valorizzazione della pietà popolare che significa non semplicemente custodi di riti e di parole, ma un tentativo per ripensare il quotidiano umano a partire dall’incontro con Cristo cosicché l’incontro con Cristo viene rivissuto e testimoniato secondo un particolare accento”. Monsignor Baturi ha ricordato anche la custodia del patrimonio artistico a cura delle Confraternite e le ha invitate a riprendere questa sensibilità, per la custodia “di un patrimonio artistico perchè sacro, capace di rappresentare l’anima di un popolo che prega, si aiuta vicendevolmente e che fa la carità. E così anche l’arte ridiventa strumento di evangelizzazione”.
Oggi il raduno si concluderà con una celebrazione presieduta da mons. Calogero Peri e concelebrata da mons. Pennisi che si terrà a conclusione di un cammino processionale di fraternità lungo le strade di Grammichele. Alle ore 12,30 sarà accolta l’icona della "Madonna Madre della Speranza e delle Confraternite" in pellegrinaggio tra le Confraternite delle Diocesi d'Italia, nell’ambito del progetto ”Progetto "Camminando s'apre il Cammino".
sabato 2 settembre 2023
Aggregazioni laicali: oggi Acireale riunisce quattro diocesi
Si terrà oggi pomeriggio nella parrocchia “Madonna della Fiducia” di Acireale la seconda assemblea straordinaria delle Consulte delle aggregazioni laicali delle diocesi di Acireale, Caltagirone, Catania e Nicosia.
L’assemblea, che si terrà di pomeriggio , avrà per tema “Dalla confusione alla sinfonia: percorsi, concretizzazioni, prospettive del Cammino sinodale”.
Parteciperanno monsignor Antonino Raspanti (vescovo di Acireale), monsignor Calogero Peri (Caltagirone), monsignor Luigi Renna (Catania) e monsignor Giuseppe Schillaci (Nicosia), insieme ai rappresentanti dei direttivi delle Consulte delle quattro diocesi siciliane. Aprirà i lavori una relazione della professoressa Giuseppina De Simone, del Comitato nazionale del cammino sinodale.
(Maria Gabriella Leonardi)
martedì 15 agosto 2023
«A Riposto operano realtà religiose non legate alla Chiesa cattolica»
Il vescovo Raspanti ai fedeli: si tratta di celebrazioni e Sacramenti invalidi e illeciti Parteciparvi comporta la scomunica
Acireale
Indossano gli stessi paramenti, celebrano azioni liturgiche simili, espongono le stesse immagini sacre e utilizzano pure gli stessi canti religiosi, ma non sono cattolici legati alla Chiesa di Roma. A Riposto (in provincia di Catania ma diocesi di Acireale), si è creata una certa confusione con ministri di una comunità ecclesiale che si definisce “Chiesa cattolica carismatica italiana” al punto da indurre il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, che è anche presidente della Conferenza episcopale siciliana, a intervenire con un comunicato per fare chiarezza, mettere in guardia i fedeli e invitarli a un sano discernimento. Sempre a Riposto vi è poi un’altra “chiesa” che si professa ortodossa.
« Da più parti - si legge nella nota del vescovo - si segnala che nel territorio di Riposto sono presenti e operano ministri di culto che dichiarano di appartenere ad una comunità ecclesiale che si attribuisce il nome “Cattolica” pur non avendo alcun vincolo di comunione con la Chiesa cattolica romana e con il Papa.
L’Ordinario diocesano mette in guardia i fedeli dal rischio di ritenere cattolici i ministri e gli altri esponenti di questa comunità, dato che alcuni elementi possono indurre in errore, come l’uso degli stessi abiti ecclesiastici e la celebrazione di azioni liturgiche del tutto simili a quelle della Chiesa cattolica romana. La stessa precauzione si abbia nei confronti dei ministri di altre comunità ecclesiali presenti nel territorio di Riposto, che pur non definendosi cattoliche, operano in modo da far pensare di esserlo. S’informa che i Sacramenti celebrati in queste comunità ecclesiali sono invalidi e illeciti per la Chiesa cattolica apostolica romana. Pertanto, coloro che dovessero partecipare alle celebrazioni di queste comunità ecclesiali e ricevere i Sacramenti si pongono fuori dalla comunione con la Chiesa cattolica, incorrendo nel delitto di scisma, che comporta la pena canonica della scomunica latae sententiae».
Il comunicato del vescovo ha suscitato molta attenzione nel circondario ripostese, sia tra i praticanti sia tra i lontani dalla fede, anche per le conseguenze che il comunicato preannuncia: la scomunica.
Sui canali social si trovano molti video di ministri riconducibili a questa comunità che si definisce “Chiesa cattolica carismatica italiana”. Proprio attraverso questi video è possibile capire perché può ingenerarsi confusione: questa organizzazione religiosa non riconosce l’infallibilità papale, ha un proprio primate, ma usa il dizionario cattolico e anche il calendario liturgico della Chiesa cattolica apostolica romana, pure il calendario dei santi e si trovano anche video di pellegrinaggi in Santuari dedicati ai santi cattolici. Facile, quindi, che si crei confusione, specie tra i fedeli che non sanno cogliere certe differenze. Per questo il vescovo Raspanti ha disposto che il suo comunicato fosse letto ai fedeli in occasione di tutte le Messe domenicali, soprattutto nelle comunità parrocchiali di Riposto, e che fosse pure affisso nelle bacheche.
mgl
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giovedì 29 giugno 2023
Da Acireale 35 giovani parteciperanno alla Gmg
I ragazzi di Acireale che parteciperanno alla Gmg hanno iniziato il conto alla rovescia.Ieri il Servizio di pastorale giovanile della Diocesi, guidato da don Orazio Sciacca, li ha incontrati per presentare il programma del viaggio a Lisbona. 35 i ragazzi che parteciperanno, accompagnati, oltre che da don Orazio, anche da don Rosario Raciti e don Raffaele Stagnitta. La maggior parte di loro partecipano per la prima volta a una Gmg. Il 24 luglio, in Cattedrale, riceveranno il mandato dal vescovo. Al viaggio si sono preparati attraverso un percorso lungo il quale hanno approfondito il vangelo di riferimento, imparato l’inno, visionato i video delle passate Gmg. I ragazzi hanno pronto il loro striscione e indosseranno delle magliette offerte dalla diocesi. Durante il loro viaggio in Portogallo visiteranno anche Fatima e alloggeranno in una casa famiglia della comunità Papa Giovanni XXIII.
sabato 17 giugno 2023
Caltagirone, carenza di personale all'ospedale Gravina, il vescovo scrive al presidente della Regione e all'assessore regionale
Manca personale sanitario nell’ospedale Gravina di Caltagirone e il vescovo Calogero Peri scrive al Presidente della Regione siciliana Renato Schifani e all’assessora alla salute Giovanna Volo per sottoporre loro la grave emergenza in cui versa il presidio e in generale tutta la sanità territoriale dei comuni del calatino-sud Simeto. ㄍCon eroica dedizione - scrive il vescovo - il personale medico, infermieristico e operatori oss e osa hanno sempre garantito la funzionalità del nosocomio, sottoponendosi a turni massacranti e a condizioni non certamente ideali per chi deve svolgere funzioni e compiti così delicati, a discapito della tutela e salute dei lavoratori》. Anche il Consiglio comunale di Caltagirone ha dedicato in questi ultimi anni diverse sedute all’emergenza sanità nel comprensorio, coinvolgendo le istituzioni a tutti i livelli, ma non si è giunti all’esito sperato. Inoltre, sottolinea Peri, ㄍL'apertura dell'ospedale S. Marco non ha favorito la condizione del nostro presidio: molti medici preferiscono scegliere quale sede lavorativa gli ospedali di Catania o al massimo della più vicina Acireale》. Monsignor Peri scrive che il consistente patrimonio strumentale e tecnologico di cui è dotato il Gravina rischia di essere sottoutilizzato e gli investimenti strutturali del tutto vanificati, senza un'adeguata e proporzionata presenza di risorse umane. ㄍVogliamo con la presente - aggiunge - esprimere la nostra grande preoccupazione, come comunità ecclesiale e civile del calatino, perché questo territorio già fortemente depresso dal punto di vista economico e sociale non venga ulteriormente impoverito e i suoi abitanti privati dell'esercizio del diritto alla salute》.
Dall’Asp di Catania spiegano di avere espletato numerosi concorsi, anche procedure concorsuali dedicate all’ospedale Gravina ma le assunzioni sono state pochissime e in vari casi anche zero: il presidio viene ritenuto sede svantaggiata. La carenza di personale sanitario riguarda tutta l’isola. «La situazione – dice il direttore dell’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro don Tino Zappulla – fa emergere preoccupate domande e solleva con sgomento e apprensione, interrogativi perniciosi sul processo di diffuso abbandono e degrado, che è sotto gli occhi di tutti, e che denuncia il sempre più grave declino sociale, produttivo e culturale di una comunità molto provata, che vede riaprirsi drammaticamente le strade di una nuova emigrazione giovanile e di una fuga crescente di risorse umane》.
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sabato 11 febbraio 2023
In provincia di Catania un Museo diffuso collega le opere dei Gagini
L’arco trionfale del Maschio angioino a Napoli e la cappella di San Giovanni Battista nella Cattedrale di Genova. Sono le opere più famose di Domenico Gagini di Bissone, Canton Ticino, scultore a capo di una bottega, poi portata avanti dal figlio Antonello, che, tra il XV e il XVII secolo, fu altamente prolifica di opere realizzate soprattutto in Sicilia. Un progetto della Sovrintendenza ai beni culturali di Catania, finanziato dalla Regione siciliana, ha creato un museo diffuso che collega le opere dei Gagini nel catanese.
“Non potendo spostare le opere da dove si trovano si è pensato a un museo diffuso per portare le persone nei luoghi per cui queste opere sono state realizzate, coinvolgendo le tre diocesi della provincia, Catania, Acireale e Caltagirone, e le istituzioni del territorio”, spiega la dott.ssa Carmela Cappa della Soprintendenza ai beni culturali di Catania. Il progetto del Museo diffuso è partito l’anno scorso e da allora, nel catanese, l’iniziativa è stata presentata a Bronte, a Caltagirone e, qualche giorno fa, ad Acireale. Nell’occasione sono stati presentati due restauri che partiranno a breve: quello della statua della Madonna di Loreto di Linguaglossa e quello della statua della Madonna che si trova nella chiesa del Carmine di Paternò, entrambe nel catanese. L’auspicio è che questo progetto possa coinvolgere altre Soprintendenze della Sicilia; frattanto, c’è già un gemellaggio con la Calabria dove si trovano altre opere.
I Gagini furono imprenditori oltre che artisti, le loro opere sono una sintesi tra il Gotico e l’Umanesimo. Per promuovere il percorso museale si sono tenute anche due giornate di studio, lo scorso novembre, nel Castello Ursino di Catania, sono stati realizzati dei pannelli, un video descrittivo dei percorsi di visita, un sito internet e degli opuscoli che descrivono la presenza dei Gagini nelle tre diocesi.
“Il museo diffuso dà l’idea del territorio. Talvolta la sede originaria di un’opera non esiste più, ma se il luogo per cui l’opera è stata pensata esiste che senso ha toglierla per metterla in un contenitore anonimo? Deve essere, piuttosto, il visitatore a muoversi lungo un percorso”, dice Fabio Grippaldi, della diocesi di Acireale, coordinatore Amei, l’Associazione musei ecclesiastici italiani della regione Sicilia. “Il Museo diffuso - aggiunge - valorizza l’opera nel contesto originario e la conoscenza del territorio con le usanze e le tradizioni del luogo. Anche nella stessa diocesi possono esservi territori molto diversi: ad esempio, nella diocesi di Acireale, Randazzo è un territorio molto diverso da quello acese”. Proprio a Randazzo si trova un’opera rappresentativa dell’arte dei Gagini: la statua di San Nicola nella omonima chiesa. Nella Cattedrale di Acireale si trova, invece, un’acquasantiera scolpita da Antonello Gagini nel 1525. “Finito il momento del racconto parlato - soggiunge Carmela Cappa - ora deve iniziare il momento del racconto vissuto, ora bisogna iniziare a percorrere queste strade”.
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