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lunedì 29 dicembre 2025

Un tesoro medievale a Mineo: il Messale Gallicano di Santa Agrippina



Un frammento membranaceo di un Messale Gallicano (Normanno-Siculo) del XII secolo è stato da recente scoperto nell’archivio storico della chiesa di Santa Agrippina a Mineo, nel catanese, e, dopo il restauro, qualche giorno fa, è stato presentato al pubblico nella stessa chiesa, appartenente alla diocesi di Caltagirone. Questo frammento riporta i testi liturgici della Messa del giorno di Natale, con l’inserzione di partiture musicali gregoriane. Il parroco, don Matteo Malgioglio, ricorda che la dominazione normanna subentrò, nell’isola, a quella islamica e furono i normanni a introdurre in Sicilia il rito latino che prese il posto di quello bizantino. Il messale usato dai normanni era un messale romano con riti e un calendario di santi in uso in Francia. Peraltro, questo messale aveva già tre letture mentre, all’epoca, il messale romano aveva solo due letture. Il frammento testimonia una fase della storia della chiesa in Sicilia. La presenza del tetragramma, assente in altri manoscritti normanni usati in Francia, fa ritenere che l'obiettivo fosse quello di far agevolare l’apprendimento di melodie che per il territorio erano nuove. Come spiega don Matteo, la parrocchia di Santa Agrippina a Mineo è una delle più antiche di Sicilia, nata in epoca bizantina e, quindi, ha conosciuto le fasi culturali che poi si sono succedute. La pergamena medievale, fatta di pelle di pecora, era stata reimpiegata come copertina di un quaderno di conti del 1592, appartenuto a don Girolamo Ballirò, decano del capitolo della cattedrale di Siracusa e rettore di Santa Agrippina tra la seconda metà del XVI secolo e i primi anni del XVII secolo. Alla presentazione del reperto sono intervenuti la prof.ssa Simona Inserra, docente di archivistica e biblioteconomia presso l’Università di Catania, che ha evidenziato l’importanza dello studio dei frammenti dei libri manoscritti, sopravvissuti grazie al riutilizzo del materiale di cui erano fatti; il prof. Gianluca Millesoli, paleografo, che, attraverso un’analisi delle caratteristiche tecniche, calligrafiche e testuali, ha ricostruito a grandi linee la genesi del frammento; la dott.ssa Paola Iabichino, restauratrice, che ha descritto le fasi più importanti dell’intervento di restauro, che ha permesso di migliorare lo stato di salute del frammento e i suoi dispositivi di fruizione da parte degli studiosi, e il dott. Sebastiano Siragusa che ha delineato la vicenda biografica di don Girolamo Ballirò, beneficiato ed economo di Santa Agrippina, al quale si deve la rilegatura del quaderno con il foglio di pergamena. «La nostra parrocchia, e la nostra città di Mineo – ha commentato don Matteo – si colloca tra le poche realtà siciliane che possiedono un reperto così raro, prezioso testimone di un tassello della grande storia dell’Europa cristiana. La scoperta di questa pergamena liturgica natalizia è ancor più significativa se pensiamo che è avvenuta durante l’anno del Giubileo, in cui la Chiesa celebra l’anniversario dell’incarnazione del Signore».
 Maria Gabriella Leonardi

giovedì 25 settembre 2025

Caltagirone, la zona industriale in crisi: il vescovo lancia un appello

 

Dei provocatori necrologi che annunciano la morte della zona industriale di Caltagirone sono stati affissi dagli imprenditori dell’area per denunciare la crisi del settore. In loro sostegno è intervenuto il vescovo di Caltagirone, mons. Calogero Peri, che ha rivolto un appello alle istituzioni.

L’insediamento delle ditte nelle zone industriali venne incoraggiato oltre 30 anni fa e con fondi pubblici furono costruiti capannoni da concedere in locazione. A Caltagirone proprietario è il consorzio Asi (Area sviluppo industriale) che col tempo è stato inadempiente verso i propri obblighi (fornitura di acqua, energia elettrica, manutenzione). Sono così aumentati gli oneri a carico delle ditte, con la crisi finanziaria del 2009 è aumentata la morosità nel pagamento dei canoni di locazione e nel 2022, con la crisi energetica, le ditte energivore non hanno potuto neanche installare impianti di energia alternativa a causa della riserva di proprietà da parte dell’Asi dei tetti dei capannoni. Dal 2015 le Asi hanno iniziato a tentare di recuperare i canoni di locazione, avviando azioni giudiziarie. L’Asi di Caltagirone ha in atto 15 contenziosi. 

La Regione ha legiferato per giungere alla cessione definitiva degli immobili ai privati, con una prelazione in favore delle imprese della zona industriale. Quasi tutte ditte insediate, con contenziosi aperti, hanno chiesto di aderire ma poi non è stata effettuata alcuna valutazione degli immobili. 

La crisi che da anni interessa la zona industriale di Caltagirone – scrive il vescovo Peri - non può più essere ignorata. Capannoni costruiti con fondi pubblici e destinati a ospitare attività produttive sono oggi in stato di abbandono o sottoposti a pesanti contenziosi, spesso in conseguenza di un lungo e articolato percorso normativo e burocratico, non sempre rispettoso della realtà e delle necessità di chi lavora". Monsignor Peri ha fatto appello alle autorità regionali e agli enti competenti “Affinchè si apra un tavolo di confronto che metta al centro il bene comune e che consideri la disponibilità già dimostrata dagli imprenditori a percorrere soluzioni transattive e sostenibili. Non si può più rinviare - aggiunge il presule - un chiarimento definitivo sulla cessione degli immobili, su cui esistono già normative chiare e consolidate. La prudenza amministrativa non può diventare immobilismo e la legalità non può trasformarsi in una trappola burocratica per chi ha investito onestamente nel proprio territorio. La proposta avanzata dagli imprenditori - che prevede la stima concordata degli immobili, l’applicazione della prelazione, la definizione dei contenziosi e l’accesso a strumenti di credito agevolato - appare ragionevole e compatibile con l’interesse pubblico. Va nella direzione di una ricomposizione equilibrata dei conflitti e rappresenta un esempio di dialogo sociale che andrebbe sostenuto e valorizzato”. A seguito dell’intervento del vescovo venerdì è stata fissata una prima convocazione degli imprenditori a Palermo.
Maria Gabriella Leonardi

giovedì 11 settembre 2025

Caltagirone, quattro nuovi diaconi permanenti: l’ordinazione venerdì 12 settembre 2025 nella festa della fondazione della Diocesi

 


CALTAGIRONE - Doppia festa venerdì 12 nella Diocesi di Caltagirone. In occasione, infatti, dell’anniversario della fondazione della Diocesi, alle ore 19, nella Basilica Cattedrale di San Giuliano, il vescovo Calogero Peri ordinerà 4 nuovi Diaconi permanenti: Giovanni Alberghina, Francesco Lo Faro, Maurizio Pozzo e Maurizio Sgarlata.

Giovanni Alberghina, nato a Caltagirone nel 1961, è stato per oltre 40 anni infermiere professionale. Sposato, padre di 2 figli e nonno, appartiene alla parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli di Caltagirone. Dopo aver conseguito il Master in Coordinamento Infermieristico, ha intrapreso il percorso per il diaconato permanente, vivendo un forte legame con la Parola e il servizio ai fratelli malati.  

Francesco Lo Faro, nato a Catania nel 1964, è ingegnere elettrotecnico e docente presso l’IIS "Cucuzza-Euclide" di Caltagirone. Sposato e padre di 4 figli, è membro della parrocchia di S.Anna di Caltagirone. Ha frequentato la Scuola di Teologia di Base della Diocesi e con la moglie Loredana ha maturato un cammino nella pastorale familiare, ottenendo il Diploma regionale e partecipando a tanti percorsi di alta formazione promossi dalla Cei e dall’Università Cattolica. Insieme promuovono iniziative per accompagnare le famiglie nella bellezza del matrimonio.

Maurizio Pozzo, nato a Caltagirone nel 1971, lavora come ausiliare presso il Centro Brain della “Fondazione Don Michele Cannizzo”. Sposato e padre di 3 figlie, appartiene alla comunità parrocchiale di S.Anna di Caltagirone. Ha ricevuto l’accolitato nel 2001 da Mons. Vincenzo Manzella, proseguendo poi la formazione presso l’Istituto Teologico “Innocenzo Marcinò” e consolidando la sua vocazione al servizio, alla liturgia e alla carità.

Maurizio Sgarlata, nato a Caltagirone nel 1961, è impiegato e padre di 3 figli. Legato fin da giovane alla parrocchia Madonna della Via in Caltagirone, è Ministro Straordinario dell’Eucaristia e vicino agli anziani e ai sofferenti. Ammesso tra i candidati al diaconato nel 2018, ha intensificato il proprio impegno nella formazione spirituale, nella carità e nella liturgia.  

«Vedere questi quattro uomini giungere alla soglia dell’ordinazione diaconale è per me motivo di commozione profonda e di gratitudine - dichiara don Gioacchino Pusano, delegato del Diaconato permanente della Diocesi. E’ toccante vedere come il diaconato permanente continui a fiorire nella nostra Diocesi: è un segno che lo Spirito Santo non smette di suscitare nuovi slanci di servizio e amore per la Chiesa».

Maria Gabriella Leonardi

mercoledì 9 aprile 2025

Acireale, il grande archivio diocesano va online

 


IL PROGETTO DI DIGITALIZZAZIONE CON I FONDI DEL PNRR

MARIA GABRIELLA LEONARDI

Acireale ( Catania)

Digitalizzare l’archivio storico diocesano per accrescerne la fruibilità e tutelare e valorizzare documenti cartacei destinati a deteriorarsi col passare del tempo. È l’obiettivo del progetto in corso da 10 mesi nella diocesi di Acireale, nel catanese, intitolato “Cultura e patrimonio storico protetti dall’innovazione digitale: l’identità culturale si rinnova”. Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea, attraverso il Pnrr (fondi per “transizione digitale organismi culturali e creativi”) e consiste nella digitalizzazione di documenti storici che vanno dal XV al XX secolo, testimonianze di grande valore della storia locale e delle sue trasformazioni sociali ed economiche. Promotrice è la Fondazione Città del Fanciullo Acireale. In particolare, si sta digitalizzando il fondo registri canonici della città di Acireale, cioè tutti i registri dei Sacramenti della Chiesa madre di Acireale e del territorio.

È già online il sito archiviostoricoacireale. it su cui ancora sono in corso i lavori. Navigando è possibile trovare le sezioni dedicate ai registri che attestano la celebrazione dei Battesimi, delle Cresime, dei matrimoni e dei funerali nelle chiese sacramentali di Acireale. Una sezione è dedicata alle “giuliane”, un tipo di proprietà ecclesiastica che era gestita da enti religiosi, in particolare durante il periodo in cui le giuliane erano entità giuridiche associate ai monasteri o alle chiese. Un’ulteriore sezione del sito è, invece, dedicata agli stati di anime, cioè i registri e i documenti che attestano il censimento delle famiglie della città di Acireale in determinati anni. È evidente l’utilità per chi compie ricerche storiche o genealogiche. Monsignor Giovanni Mammino, direttore dell’archivio storico, spiega: « Abbiamo sfruttato l’occasione dei fondi europei: l’archivio storico diocesano è quello più consultato, ad esempio per ricerche genealogiche o per motivi di studio ». Online esistono già delle digitalizzazioni di certificati riguardanti i sacramenti, scansioni eseguite negli scorsi anni in bianco e nero. La digitalizzazione che si sta eseguendo è, invece, a colori e ad alta risoluzione.

In occasione di una prima presentazione al pubblico di questo progetto, a cui è intervenuto anche Luca Milazzo, project manager Morpheos, il vescovo di Acireale e presidente della Conferenza episcopale siciliana, Antonino Raspanti, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa che ha definito un passo fondamentale verso il futuro della conservazione del patrimonio culturale.

« La digitalizzazione – ha detto – non è solo una necessità, ma una missione per trasmettere la nostra memoria storica alle generazioni future».

Sulla stessa linea l’ideatore dell’iniziativa, lo studente Sebastiano Monaco. «Questa piattaforma – ha detto – ci permette di esaminare le nostre radici culturali, le nostre radici sociali per creare un nuovo futuro, partendo dal nostro passato ora più accessibile ». Marta Ferrantelli, coordinatrice di progetto, ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa « per incentivare il valore dell’identità culturale dei territori». Sono stati coinvolti anche gli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore Archimede di Acireale, che hanno contribuito non solo a sviluppare la nuova piattaforma, ma anche a sensibilizzare sull’importanza dei documenti storici. « È grazie al loro entusiasmo dedizione e competenze – ha commentat Mannino – che stiamo tracciando nuove frontiere nella gestione del patrimonio documentale».

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mercoledì 5 febbraio 2025

Raspanti ordina un sacerdote ACIREALE

 Domani alle 18 nella Catte-drale di Acireale si terrà l’or-dinazione sacerdotale del diacono Giovanni Canna-vò, della comunità Madon-na della Tenda. Il rito sarà presieduto dal vescovo An-tonino Raspanti. Quella di fratel Giovanni è una storia particolare: ha 65 anni, da giovane è stato un panet-tiere. Si era sposato, ha una figlia, un genero ed è non-no di tre nipoti. Poi la per-dita di tutto: il matrimonio, il lavoro, la casa. È nella comunità Madonna della Tenda che “rinasce”. Il con-tatto con tante povertà lo spinge a chiedere al vesco-vo Pio Vigo di consacrarsi a Dio. Dopo qualche anno gli viene riconosciuto nullo il matrimonio. Viene invia-to in Brasile dove, insieme a un sacerdote e dei volon-tari, apre una casa di acco-glienza per bambini di stra-da. Dopo 10 anni è tornato, accolto da Raspanti, che lo ordinerà oggi.

giovedì 26 settembre 2024

Oggi a Randazzo Raspanti ordina un nuovo sacerdote

 

Oggi alle 18 nella Basilica Santa Maria Assunta di Randazzo, nel Catanese, sarà ordinato sacerdote il diacono Gianluca Franco. Presiederà il rito il vescovo di Acireale Antonino Raspanti. Don Franco è nato a Bronte (Catania) il 20 marzo 1997 ed è originario della chiesa Sacro Cuore di Gesù di Randazzo. Nel 2016 ha conseguito il diploma con indirizzo in Informatica e Telecomunicazioni all’Istituto “Benedetto Radice” di Bronte.

Nel settembre del 2018 è stato accolto nel Seminario Vescovile di Acireale.

Presiederà la sua Prima Messa venerdì 27 settembre nella chiesa Sacro Cuore di Gesù di Randazzo.

Il vescovo Raspanti lo ha nominato vicario parrocchiale delle comunità “Maria Santissima del Carmelo” e “San Giuseppe” di Riposto, sempre nel Catanese. (M.G.Leo)


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mercoledì 11 settembre 2024

Acireale, Raspanti consacra un prete

 

Oggi alle 18,30 nella chiesa di San Francesco d’Assisi al Carmine di Giarre, in diocesi di Acireale (Catania), si terrà l’ordinazione presbiterale del diacono don Fabiano Orfila per l’imposizione delle mani del vescovo di Acireale Antonino Raspanti. Don Fabiano Orfila è nato a Catania il 20 Gennaio 1995. Nel 2018 ha conseguito il Diploma di 1° livello in Graphic design-Comunicazione d’impresa all’Accademia di Belle Arti di Catania. Nell’ottobre 2017 è entrato nella comunità del Propedeutico e a settembre 2018 è stato accolto nel Seminario vescovile di Acireale. Da ottobre 2018 a giugno 2023 ha studiato presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania. Svolgerà il suo ministero all’Almo Collegio Capranica di Roma per continuare gli studi, iniziati nel settembre del 2023, all’Institutum Utriusque Iuris della Pontifica Università Lateranense. Presiederà la prima celebrazione eucaristica domani nella stessa chiesa San Francesco d’Assisi.

(M.G.Leo.)