DA CALTAGIRONE
S i intitola «L’eccesso dell’amore» il libro scritto da don Fabio Randello e che raccoglie le manifestazioni della pietà popolare e le tradizioni religiose legate alla Quaresima e alla Settimana Santa a Licodia Eubea, nella diocesi di Caltagirone. Il volume è stato presentato nella Basilica matrice di Licodia durante un incontro a cui sono intervenuti il vescovo di Caltagirone Calogero Peri, don Corrado Lorefice, docente allo Studio Teologico di Catania e il professor Antonio Barone.
«Sono sette i dolori di Maria – spiega don Randello – quelli delle spade della Sittina; per ogni spada c’è un canto, il sesto celebra il forte dolore di Maria provato per l’eccesso dell’amore, da qui il titolo di questo libro che raccoglie riflessioni sulla preparazione al triduo pasquale, i canti e i pentagrammi delle musiche che accompagnano i momenti di culto, la documentazione fotografiche e persino le ricette dei cibi tradizionali. Ho raccontato la pietà popolare del comune vivere e sentire che arricchisce il cuore degli uomini. Come dice anche Benedetto XVI, credo che sia importante recuperare e tramandare lo spirito di questi momenti di culto per ritrovare la fede che vi è alla base». Il volume inaugura la collana di saggi su fede, arte e tradizione nella Chiesa calatina intitolata «Radix et fructus», ha ricevuto il patrocinio del progetto cultura della diocesi di Caltagirone ed è stata effigiato del logo del Progetto culturale della Conferenza episcopale.
Maria Gabriella Leonardi
15 aprile 2011
Questo blog raccoglie i miei articoli pubblicati sul quotidiano nazionale di ispirazione cattolica "Avvenire". Sono articoli in cui mi sforzo di raccontare cosa fanno tanti siciliani che si prodigano per gli altri e testimoniano tra gli uomini l'amore e la presenza di Dio. Questo blog vuole essere un omaggio e un grazie ai numerosi credenti siciliani che ho il piacere di conoscere e che con la loro testimonianza arricchiscono anche la mia vita e mi spronano ad essere migliore. MGL
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venerdì 15 aprile 2011
giovedì 10 marzo 2011
Famiglia & provetta: i diritti?
Due note sentenze «contro» la legge 40. Si tratta della sentenza della Corte costituzionale dell’1 aprile 2009 – che ha messo in discussione il limite di tre embrioni per un unico e contemporaneo impianto – e la sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo che ha contestato all’Austria il divieto alla fecondazione in vitro eteorologa. Su «Famiglia e procreazione assistita. I cambiamenti del diritto nazionale e internazionale» verterà un seminario in programma sabato nella Scuola di specializzazione in bioetica e sessuologia dell’Istituto teologico «San Tommaso» di Messina. Marianna Gensabella, docente di bioetica all’Università di Messina e membro del Comitato nazionale di bioetica, tratterà l’aspetto etico; Giuseppe Ruggeri, ordinario di diritto costituzionale dello stesso ateneo, tratterà la prospettiva giuridica.
«Credo che le conseguenze della sentenza della Corte costituzionale non vadano enfatizzate – spiega Gensabella – in quanto rimane pur ferma la limitazione dell’uso di tali tecniche. Inquietanti sono invece le prospettive aperte dalla sentenza della Corte europea. Da una prospettiva etica, non si può accettare l’idea che venga riconosciuto un diritto al figlio nell’ambito della procreazione artificiale, soprattutto quando questo lede il diritto 'del' figlio ad avere un’identità parentale certa e a conoscerla. L’analogia con l’adozione, spesso richiamata, non tiene: non si tratta di un bambino in stato di abbandono, ma di un bambino progettato con queste ombre. La fecondazione in vitro eterologa mina anche la struttura della famiglia: nell’adozione i genitori sono genitori sociali e non genetici; nell’eterologa si realizza una disparità genitoriale: uno dei due vive una genitorialità integra nelle dimensioni genetica e sociale, l’altro no».
inserto E'Vita
10 marzo 2011
M. Gabriella Leonardi
«Credo che le conseguenze della sentenza della Corte costituzionale non vadano enfatizzate – spiega Gensabella – in quanto rimane pur ferma la limitazione dell’uso di tali tecniche. Inquietanti sono invece le prospettive aperte dalla sentenza della Corte europea. Da una prospettiva etica, non si può accettare l’idea che venga riconosciuto un diritto al figlio nell’ambito della procreazione artificiale, soprattutto quando questo lede il diritto 'del' figlio ad avere un’identità parentale certa e a conoscerla. L’analogia con l’adozione, spesso richiamata, non tiene: non si tratta di un bambino in stato di abbandono, ma di un bambino progettato con queste ombre. La fecondazione in vitro eterologa mina anche la struttura della famiglia: nell’adozione i genitori sono genitori sociali e non genetici; nell’eterologa si realizza una disparità genitoriale: uno dei due vive una genitorialità integra nelle dimensioni genetica e sociale, l’altro no».
inserto E'Vita
10 marzo 2011
M. Gabriella Leonardi
giovedì 24 febbraio 2011
Catania - Bioetica per tutti sogno realizzato
L’associazione Scienza & vita di Catania organizza corsi di bioetica rivolti a tutti. Il primo si tiene a Paternò (Ct) e l’associazione si propone di realizzarne altri nei vari vicariati dell’arcidiocesi di Catania. Il presidente di Scienza & vita Catania, Gino Passarello, spiega: «Le informazioni dei media sono parziali o di parte. Vogliamo dare un’informazione corretta e fare sentire la nostra voce». Il primo incontro si è tenuto l’altro ieri nel salone della chiesa di San Francesco all’Annunziata a Paternò, relatore padre Antonino Sapuppo, bioeticista. Il secondo si terrà nello stesso luogo, il 16 marzo: «Contraccezione e aborto, figli della stessa cultura». Il 30 marzo verterà su «Humanae Vitae – bioetica della vita nascente. Paternità e maternità responsabile – legge 40». Il 6 aprile l’ultimo appuntamento: «Le frontiere della bioetica, dichiarazione di fine vita ed eutanasia». Ad aprile il corso verrà organizzato nel vicariato di Tremestieri Etneo. Il 14 maggio, a Catania, dibattito sui temi della bioetica con Giuseppe Savagnone e FrancescoD’Agostino.
Maria Gabriella Leonardi
E' Vita
24 febbraio 2011
Maria Gabriella Leonardi
E' Vita
24 febbraio 2011
sabato 19 febbraio 2011
Acireale, Newman e il viaggio interiore in Sicilia:«Tappa nel suo cammino di conversione»
ACIREALE. Il viaggio in Sicilia segnò la vita del cardinale John Henry Newman. Della vicenda siciliana del prelato inglese, beatificato lo scorso settembre, ha parlato il preside della Pontificia facoltà di Sicilia, Rino La Delfa, in una conferenza organizzata ad Acireale dall’«Accademia di scienze, lettere e belle arti degli Zelanti e dei Dafinici». Newman fu in Sicilia nel 1833, per accompagnare due amici. Rimase conquistato dalle bellezze naturalistiche dell’isola e dai resti dell’antichità greca al punto da decidere di ritornare da solo in Sicilia, dopo la partenza dei suoi amici per l’Inghilterra. Della Sicilia Newman scrisse che assomiglia al giardino dell’Eden e, grazie ai suoi testi, oggi è possibile sapere tutto ciò che ha vissuto sull’isola. Eppure mentreintorno aveva un Eden, interiormente sperimentò il deserto. Qui, infatti, si ammalò di febbre di tifo, probabilmente. La Delfa ha spiegato come in Sicilia sia avvenuta, attraverso questa prova, una sorta di seconda conversione di Newman. Mentre la prima conversione avvenne, anni prima, dall’ateismo al teismo, in Sicilia Newman sperimentò il passaggio dal teismo alla religione rivelata. Anni dopo vivrà una terza conversione, quella dalla religione rivelata alla Chiesa Cattolica. Il viaggio in Sicilia fu quindi per Newman una sorta di pellegrinaggio interiore. Quando, guarito, lascerà l’isola scriverà la sua poesia più famosa: «Guidami, lucegentile». Il percorso di Newman è stato efficacemente sintetizzato dal presidente dell’Accademia, Giuseppe Contarino, secondo il quale «la conversione di Newman è da intendersi non nel senso di passaggio da una vita di peccato a una vita santificata come avvenne per Agostino, ma come faticoso cammino verso il raggiungimento della Verità, da lui ricercata con grande passione, tenacia e coerenza».
Maria Gabriella Leonardi
19 febbraio 2011
Maria Gabriella Leonardi
19 febbraio 2011
lunedì 14 febbraio 2011
Sicilia, coppie di fatto: no dei Cav alla proposta
Anche la federazione regionale dei movimenti e centri di Aiuto alla Vita della Sicilia prende posizione sul disegno di legge presentato all’assemblea regionale siciliana che intenderebbe riconoscere le unioni di fatto. La federazione si sottolinea come la dichiarazione, in sé condivisibile, di voler rifiutare la discriminazione, non può vuol dire che situazioni differenti possano essere trattate allo stesso modo, come hanno fatto spesso notare eminenti giuristi. «La prima reazione al disegno di legge - spiegano dalla Federazione - è di meraviglia, anzi di sconcerto, per una politica che non sa affrontare le emergenze delle famiglie siciliane abbandonate a loro stesse ed a volte sempre più povere, ma, con la scusa di voler risolvere questioni che il diritto privato ha già affrontato o potrebbe comunque facilmente sciogliere, dà un’ulteriore spallata alla già abbastanza fragile istituzione familiare».
Maria Gabriella Leonardi
15 febbraio 2011
Maria Gabriella Leonardi
15 febbraio 2011
Acireale festeggia il vescovo Vigo per i suoi 30 anni di episcopato
ACIREALE. Festa domani nella diocesi di Acireale per il vescovo, Pio Vittorio Vigo (nella foto), che festeggia il trentesimo anniversario di ordinazione episcopale. Per l’occasione, alle 18, nella Basilica Cattedrale di Acireale si terrà una solenne celebrazione eucaristica, presieduta dallo stesso vescovo Vigo e concelebrata dal presbiterio diocesano. L’omelia sarà tenuta da monsignor Giuseppe Costanzo, arcivescovo emerito di Siracusa. Il Seminario diocesano curerà il servizio liturgico. Monsignor Pio Vigo è stato consacrato vescovo, nella Cattedrale di Acireale, il 14 febbraio 1981, dal cardinale Salvatore Pappalardo. Nello stesso anno è stato eletto vescovo titolare di Astigi (Spagna) e ausiliare nell’arcidiocesi di Catania. Il 28 aprile 1984 fu nominato amministratore apostolico della diocesi di Nicosia e, in seguito, ne divenne vescovo. Il 24 maggio del 1997 fu trasferito come arcivescovo nella diocesi di Monreale fino al 2002 quando fu eletto, conservando il titolo di arcivescovo, alla diocesi di Acireale.
Maria Gabriella Leonardi
CATHOLICA 13 febbraio 2011
Maria Gabriella Leonardi
CATHOLICA 13 febbraio 2011
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