.jpeg)
Un frammento membranaceo di un Messale Gallicano (Normanno-Siculo) del XII secolo è stato da recente scoperto nell’archivio storico della chiesa di Santa Agrippina a Mineo, nel catanese, e, dopo il restauro, qualche giorno fa, è stato presentato al pubblico nella stessa chiesa, appartenente alla diocesi di Caltagirone. Questo frammento riporta i testi liturgici della Messa del giorno di Natale, con l’inserzione di partiture musicali gregoriane. Il parroco, don Matteo Malgioglio, ricorda che la dominazione normanna subentrò, nell’isola, a quella islamica e furono i normanni a introdurre in Sicilia il rito latino che prese il posto di quello bizantino. Il messale usato dai normanni era un messale romano con riti e un calendario di santi in uso in Francia. Peraltro, questo messale aveva già tre letture mentre, all’epoca, il messale romano aveva solo due letture.
Il frammento testimonia una fase della storia della chiesa in Sicilia. La presenza del tetragramma, assente in altri manoscritti normanni usati in Francia, fa ritenere che l'obiettivo fosse quello di far agevolare l’apprendimento di melodie che per il territorio erano nuove.
Come spiega don Matteo, la parrocchia di Santa Agrippina a Mineo è una delle più antiche di Sicilia, nata in epoca bizantina e, quindi, ha conosciuto le fasi culturali che poi si sono succedute. La pergamena medievale, fatta di pelle di pecora, era stata reimpiegata come copertina di un quaderno di conti del 1592, appartenuto a don Girolamo Ballirò, decano del capitolo della cattedrale di Siracusa e rettore di Santa Agrippina tra la seconda metà del XVI secolo e i primi anni del XVII secolo.
Alla presentazione del reperto sono intervenuti la prof.ssa Simona Inserra, docente di archivistica e biblioteconomia presso l’Università di Catania, che ha evidenziato l’importanza dello studio dei frammenti dei libri manoscritti, sopravvissuti grazie al riutilizzo del materiale di cui erano fatti; il prof. Gianluca Millesoli, paleografo, che, attraverso un’analisi delle caratteristiche tecniche, calligrafiche e testuali, ha ricostruito a grandi linee la genesi del frammento; la dott.ssa Paola Iabichino, restauratrice, che ha descritto le fasi più importanti dell’intervento di restauro, che ha permesso di migliorare lo stato di salute del frammento e i suoi dispositivi di fruizione da parte degli studiosi, e il dott. Sebastiano Siragusa che ha delineato la vicenda biografica di don Girolamo Ballirò, beneficiato ed economo di Santa Agrippina, al quale si deve la rilegatura del quaderno con il foglio di pergamena.
«La nostra parrocchia, e la nostra città di Mineo – ha commentato don Matteo – si colloca tra le poche realtà siciliane che possiedono un reperto così raro, prezioso testimone di un tassello della grande storia dell’Europa cristiana. La scoperta di questa pergamena liturgica natalizia è ancor più significativa se pensiamo che è avvenuta durante l’anno del Giubileo, in cui la Chiesa celebra l’anniversario dell’incarnazione del Signore». Maria Gabriella Leonardi